Fino a Dicembre scorso, quei gp con la Jordan nel 2004 erano solo un vago ricordo ma solo un arrivederci in una carriera predestinata al mondo del circus. Ebbene sì, un ragazzo di media altezza, capelli sistemati, passo corto e baldanzoso con speranze che si riunivano in un solo obiettivo, la Formula 1. Dopo anni di purgatorio da quel 2004 magnifico, seppur disputò pochi gp che lo fecero conoscere al mondo intero, rieccoci qui a dedicargli un altro articolo. Questi è Timo Glock, che ha sempre dimostrato di avere uno stile di guida invidiabile e di saper gestire una monoposto come pochi e lo si è visto in Gp2. Con una Toyota, è riuscito a tirar fuori quella sua grinta nascosta dentro un casco dai colori sgargianti e con quella solita bandiera tedesca che viene stritolata da quel rosso spumeggiante. Ritornando alla sua nuova vita con la Toyota, ha sempre mostrato nei test di saperci fare di non aver scordato quei brevi e piacevoli giorni d’estate con la Jordan e vuole confermare tutto quello che ha, a partire dalla magica e torrida Albert Park. Glock in una dichiarazione ha affermato che la sua TF108 non è adatta al suo stile di guida e che spera di poter migliorare di gara in gara. Che la paura stia ritornando nella mente e nel corpo del tedesco? Forse sarà così ma egli non dovrà preoccuparsi perchè se ora è lì in F1 quando nessuno se lo aspettava, vorrà dire che sarà in grado di farsi valere. Per il bene suo, della madre Germania e della Toyota che tanto vuole entrare a far parte di quel club delle grandi di cui era riuscita solamente a bussare alla porta, per poi scappare senza volgersi indietro.
Stefano Chinappi
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