A sorpresa, il Toyota Grand Prix of Long Beach è andato a Mike Conway. Per il pilota inglese si tratta della prima vittoria nella IZOD IndyCar Series. In carriera il pilota dell’Andretti Autosport aveva condotto in testa solo un’altra gara, la 500 Miglia di Indianapolis dello scorso anno che poi finì con uno spettacolare incidente che lo mise ko per il resto della stagione. Era dalla vittoria di Ryan Briscoe a Milwaukee nel 2008 che non si registrava una prima vittoria in carriera in IndyCar. Lo stesso Briscoe ha chiuso al secondo posto davanti a Dario Franchitti e ad un sorprendente James Hinchcliffe, quarto nella sua seconda gara in IndyCar.
La gara prende il via regolarmente, con Will Power che prende la leadership davanti a Ryan Hunter-Reay e Conway. I tre prendono subito un buon margine sugli inseguitori, con Oriol Servia che tiene a bada Justin Wilson. Il primo quarto di gara procede regolarmente; al giro 24 Alex Tagliani (nono) e Briscoe (dodicesimo) decidono di anticipare il loro primo pit stop, mentre Wilson finisce in testacoda scivolando dal quinto al tredicesimo posto. Il giro seguente un testacoda di Simona de Silvestro al tornantino prima del via costringe alla prima caution. Tutti i piloti rientrano al pit, tranne Tagliani e Briscoe che si ritrovano ai primi due posti; Conway scivola indietro per un problema al pit, mentre un incidente uscendo dalla pitlane mette fine alla gara di Marco Andretti e Sebastien Bourdais. Al restart Briscoe supera Tagliani per la leadership e prende subito un buon vantaggio su Hunter-Reay e Power, mentre Tagliani è quarto davanti a Helio Castroneves. Alcuni piloti cercano di diversificare la loro strategia: Wilson rientra al pit al giro 43, Servia al 54. Al giro 55 Briscoe commette un errore finendo in testacoda, ma riesce a recuperare e rientrare ai box e, quando anche Hunter-Reay e Power effettuano la loro seconda sosta, a riportarsi in testa. Al giro 61, un contatto tra EJ Viso e Danica Patrick manda il venezuelano contro il muro, ma la vettura si ferma in una zona poco pericolosa e non esce la caution. Le bandiere gialle sventolano invece due giri dopo quando Wilson finisce nuovamente in testacoda.
Alla ripartenza dopo l’incidente, Power attacca Hunter-Reay per la seconda posizione, ma dietro di lui Castroneves arriva troppo lungo e lo tampona. Entrambi finiscono in testacoda, mentre anche Servia si gira nel tentativo di evitarli, mentre Scott Dixon non ci riesce e danneggia la sospensione. Nello stesso giro un contatto tra Graham Rahal e Takuma Sato provoca il danneggiamento del musetto al pilota americano e una foratura al giapponese, mentre un ulteriore contatto manda fuori pista Charlie Kimball e Sebastian Saavedra. Esce così la terza caution della giornata. Al restart Briscoe guida su Hunter-Reay, Franchitti, Tagliani, Hinchcliffe e Conway. A questo punto il pilota dell’Andretti Autosport si scatena: supera i due canadesi alla ripartenza, guadagna un’altra posizione quando Hunter-Reay rallenta per un apparente problema al cambio, quindi in due giri passa prima Franchitti e poi Briscoe e guadagna la leadership, accumulando in un paio di giri quasi sei secondi di vantaggio. Gli ultimi giri sono una passerella per il pilota inglese, mentre dietro Franchitti non riesce ad impensierire Briscoe. Hinchcliffe e Tagliani completano la top 5, mentre Servia termina sesto davanti alla Patrick e a Tony Kanaan, che recupera dopo un problema al suo primo pit stop che lo aveva relegato in fondo al gruppo. Vitor Meira e Power completano la top ten davanti a Raphael Matos e Castroneves. Il rientrante Paul Tracy chiude solo sedicesimo dopo essere stato penalizzato per un contatto con la De Silvestro.
La gara della Firestone Indy Lights ha visto la vittoria di Conor Daly (che correrà solo le prove su stradale essendo impegnato in contemporanea in GP3), grazie all’incredibile errore a quattro giri dalla fine del compagno di squadra Josef Newgarden, fino a quel momento leader della corsa, che finisce a muro. Il Sam Schmidt Motorsports ha così conquistato soltanto una doppietta grazie al secondo posto del poleman Esteban Guerrieri, mentre al terzo posto si è piazzato Stefan Wilson dell’Andretti Autosport.
Marco Strazzulla
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