La F1 scende ancora in strada. Questa volta è toccato a Torino sabato 30 aprile nella splendida cornice di Piazza Vittorio Veneto costeggiata dalle colline, dalla Mole Antonelliana, dalla chiesa della Gran Madre e dal sempre affascinante Po veder volare una monoposto tra le sue vie.
Il regalo al grandissimo pubblico piemontese numeroso e caloroso, assiepato alle transenne già molte ore prima dell’inizio della manifestazione, l’ha concesso la Red Bull. A guidare la vettura campione del mondo c’erano Mark Webber decisamente più sorridente e rilassato da come siamo abituati a vederlo e Jaime Alguersuari per l’occasione non sulla cugina Toro Rosso, che il giorno prima si è reso protagonista di una lectio magistralis al Politecnico della città.
La parata dei piloti avvenuta alle 15.10 ha subito fatto venire l’acquolina in bocca soprattutto a chi non è pratico delle corse e che è riuscito ad assaporare almeno per una volta l’aria di F1; poi è stata la volta del ritorno al passato con l’esibizione della Lancia Marino del 1959 guidata da Gigi, figlio del progettista e pilota Marino Brandoli e via con Mark Webber che ha cercato per quel che poteva di dare i brividi nonostante la brevità del circuito non concedesse molto; l’incredibile Chris Pfeiffer, quattro volte iridiato di Stunt Riding (2003, 2007, 2008, 2009) che ha fatto impazzire tutti con le sue acrobazie in sella ad una Bmw; la C8F 1400 a bio-etanolo sviluppata dal team italiano Gloria, bella e rumorosa bloccata solo da un piccolo intoppo sulla via del ritorno al punto di partenza; di nuovo la F1 con Alguersuari che con i suoi burn-out ha scatenato il pubblico abbarbicato sui camion piuttosto che sui pali della luce pur di non perdersi il momento e infine prima della chiusura dell’australiano, che come il compagno ha consumato le gomme con le ciambelle, il prototipo SCX realizzato dagli studenti del Politecnico.
Insomma una giornata bella ed emozionante per gli appassionati di motori, che come succede ai concerti quando si attende un ennesimo bis che non arriverà mai perchè ormai le luci sono accese e i tecnici stanno smontando il palco, sono rimasti lì per un po’ appoggiati alle transenne in attesa di un altro passaggio ben sapendo che non ci sarebbe stato. Quindi via per le strade di nuovo, ognuno alla sua vita, a parlare di ciò che si è appena visto con già la nostalgia per quel rombo che riempe sempre il cuore di allegria.
Chiara Rainis
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